Si fa presto a dire Gin Tonic!
Da un po’ di tempo a questa parte, la produzione di Gin aromatizzati ha avuto un incremento esponenziale principalmente dovuto alla maggiore richiesta di prodotti di alta qualità e creativi destinati a bartender che abbiano voglia di sperimentare.

La vastissima proposta non sempre offre la qualità che al Caffe degli Specchi si esige. In questo caso, dobbiamo dirlo, alla Rouge Society neozelandese, sono riusciti a far coincidere la genuinità e la ricercatezza del loro gin con un effetto scenico inedito e accattivante, offrendo al mondo della distilleria il nuovo Scapegrace Black Gin.
Stiamo parlando del primo gin naturalmente nero, prodotto con acqua purissima delle Alpi meridionali della Nuova Zelanda. L’acqua che scorre incontaminata, viene filtrata dalle rocce, rimandeno perfettamente pulita.
Il colore nero poi si ottiene dalla mescola di botaniche selezionate per colore ed aroma: il rosso delle bacche di aronia, l’arancio dello zafferano, il blu del Butterfly pea ed il viola delle patate dolci.
Come su una tavolozza, i colori mescolati danno come risultato un nero violaceo davvero interessante, ma la parte più interessante del gioco che Rouge Society invita a fare è quello di scoprire cosa succede diluendo il gin con acqua tonica: quel nero così caratteristico si trasforma in un tono di rosa confetto, trasparente, vivace e spumeggiante. Il gusto è fruttato e delicato ed il bicchiere sprigiona un profumo intenso di fiori.
Al Caffe degli Specchi serviamo il Black n’tonic con bacche di ginepro, ananas e lime. La combinazione che meglio fa emergere le sfumature di gusto di questo cocktail…spettacolare!
















Durante il suo peregrinare marittimo Sir Francis è solito abbeverarsi nell’”Isla de la Juventud”, una piccola isola appartenente all’arcipelago di Cuba. In una putrida taverna del luogo, un ricettacolo di pirati e contrabbandieri, tra un saccheggio e l’altro si assapora una bevanda locale: aguardiente (“acqua ardente“), un Rum ante litteram ricavato dal distillato del succo della canna da zucchero, mescolata con lime, zucchero di canna e menta. La bevanda veniva denominata Draque o Draquecito, in onore dell’illustre cliente.
In particolar modo il prezioso utilizzo del Lime era merito proprio dei corsari, i quali combattevano lo scorbuto e la mancanza di vitamina C facendo un uso smodato dell’agrume.
La menta invece era la Hierba Buena, una particolare variante autoctona cubana, dal profumo e il gusto estremamente pungente e frizzante.
Nei secoli successivi il Draquecito, primo antenato del Mojito cocktail, subì delle piccole modifiche dettate dalla trasformazione che portò dall’utilizzo della grossolana aguardiente al Rum.
Armato di taccuino e sigaro, soleva trascorrere le calde sere cubane sorseggiando il suo amato Mojito.